1. Le Origini e il Borgo di Casalotto

I primi abitanti che formarono il borgo di Casalotto avvertirono subito il bisogno di affidare a Dio se stessi, le loro famiglie, le loro terre, e vollero scegliere uno speciale protettore: Sant'Antonio Abate. La scelta cadde su di lui perché vissuto lontano dal mondo, nella solitudine della campagna, una condizione vicina alla loro realtà di contadini e allevatori.

Sorse così una prima Chiesa, certamente piccola, dedicata al Santo Patrono. Inizialmente la comunità era affiliata alla Chiesa di Nostra Signora di Valverde, terra prediletta di Maria e centro spirituale curato dai Vescovi di Catania.

La Chiesa era il centro non solo religioso ma anche civile: il campanile diventava voce sonora per ogni esigenza, dall'allarme per l'incendio alla chiamata alla Messa, fino ai segnali per l'inizio e la fine del lavoro.

2. Verso l'Autonomia Parrocchiale

La Chiesa di Casalotto venne elevata a Chiesa Sacramentale nel 1556 da Mons. Caracciolo, pur rimanendo dipendente da Valverde. Un documento preziosissimo del 1563 riporta il permesso di portare in processione la Statua del Patrono ogni 17 gennaio, segno di una devozione già antica.

L'autonomia parrocchiale definitiva giunse nel 1566. I registri parrocchiali ("Liber Baptizatorum, Matrimonii et Defunctorum"), che iniziano nel 1574 e giungono fino a noi, sono tra i più antichi della diocesi e testimoniano l'importanza che la Chiesa ebbe fin da subito nel territorio.

«Die 10 febbruarii 1574 Ego Presbitero Francesco Bua battizzai la figlia di Antoni Cristaldo di nome Maria...»
— Il primo atto di battesimo conservato in archivio.

3. Guida all'Arte e all'Architettura

La Chiesa Madre, ricostruita dopo il terremoto del 1693, è un capolavoro di architettura a croce latina. Il prospetto attuale, terminato nel 1797, è opera dell'architetto Carmelo Battaglia.

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Facciata della Chiesa

Il Prospetto del Battaglia

Diviso in due ordini con semicolonne e culminante nel campanile. La nicchia centrale accoglie la statua del Santo Patrono, terminata di stucco da Pietro Maugeri nel 1797.

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Affreschi Abside

Gli Affreschi dei Vasta

Il Cappellone è decorato con opere di Paolo e Alessandro Vasta (1753), che raffigurano miracoli del Santo nel deserto e la sua glorificazione tra i santi siciliani.

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Altare Maggiore

L'Altare e il Coro

Il coro ligneo è opera di Ignazio Patanè (1789). Le navate ospitano preziosi reliquiari acesi realizzati con la tecnica segreta della "mistura d'argento".

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Pulpito o Battistero

Tesori d'Arte

Il pulpito ligneo del 1725 e l'imponente battistero del 1613 sono tra i pezzi più antichi e preziosi conservati all'interno.

4. Cappellani, Vicari e Parroci (dal 1564)

Dal 1616 al 1921 ben ventisette Vicari hanno retto la Parrocchia. Nel 1921 l'antico "Vicario" divenne "Arciprete", inaugurando una nuova fase organizzativa.

N. Anno Nome Titolo
11564Domenico Francesco BuaCappellano di lo Casalotto
21574Cesare FalcoCappellano
31613D. Antonio ConsoliCappellano
51616D. Antonio ConsoliVicario
61632D. Giov. Battista ConsoliVicario
111686D. Mich Angelo QuagliataVicario
151719D. Gaspare CantarellaVicario
191772D. Filippo ArdizzoneVicario
221799D. Salv. Stefano D'AmicoVicario
311922Mons. Mario D'Agata1° Parroco
321928D. Salvatore LeottaParroco
331932D. Salvatore SamperiParroco e Arciprete
361953Mons. Michele MessinaArciprete
371974D. Vincenzo TorrisiArciprete
382005Don Vittorio RoccaArciprete Parroco
392015Don Angelo Rosario MiloneAttuale Parroco

* La tabella riporta i nomi principali citati nelle cronache storiche di Mons. M. Messina.

Una Nota di Merito: Mons. Giovanni Pulvirenti

Tra i tanti sacerdoti, va ricordato con vanto Mons. Giovanni Pulvirenti, fondatore dell'Oratorio Festivo ed educatore di tanti giovani. I suoi resti riposano nella Chiesa "Madonna delle Grazie".